Franceschetti Antonio Mostra (Aprile 2008)

Bivigliano

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"Il Colore nel Paesaggio" Dipinti di Antonio Franceschetti GIOTTO Park Hotel: Inaugurazione 19 Aprile 2008 Presentazione

Galleria di Antonio Franceschetti (Clikka per Consultare)

Il “viaggio” nel paesaggio.

Esposizione a Bivigliano nella “Rimessa” e nel “Giotto” Park Hotel

(aprile 2008)

Quello che ci viene proposto ha il sapore di un “viaggio” nel paesaggio .

Il percorso è segnato da una “partenza” inizio del dipingere scaturito dall’incontro quasi “casuale” con il maestro Roberto Smorti,  che col suo animo semplice e generoso, associato ad una profonda sensibilità  per la natura, ha subito  accolto Antonio tra i suoi allievi.

Uscire  a dipingere con lui  è stata per Antonio, fin dall’inizio,  un’esperienza  entusiasmante che gli ha permesso anche  di conoscere altri artisti come   Alessandro Parrini e Adriano Basagni con i quali  si è consolidato un rapporto di stima e amicizia che va oltre la sola pittura.

 

Il “percorso” è costituito invece dalla leva interna che ha mosso alla pittura del paesaggio,   che certo non può dirsi una “moda” o un qualcosa di “ritorno” o peggio di “retrò”, in quanto se pensiamo bene il paesaggismo  non è mai morto perché in fondo è un linguaggio.

Un percorso sì, ma possiamo parlare di approdo ?

Dall’episodio dell’”incontro” viene da domandarsi se chi ama passeggiare (forse, in particolare nella nostra campagna toscana) in fondo non sia in qualche modo almeno un po’ anche lui un potenziale paesaggista  e come infine questo linguaggio faccia “naturalmente” parte dell’umano.

Ma nell’ “incontro” (quando Antonio ne parla) capiamo che c’è di più, c’è l’accoglienza, il desiderio di conoscersi e l’immediata amicizia che sul terreno della tecnica pittorica esprime la comunicazione infondendo stimoli, incoraggianti a conseguire risultati.

(Tutti siamo o vorremmo essere in viaggio).

E da allora il percorso si snoda nella serenità di “catturare” colori della natura e questo è certamente un passaggio interiore che permette di comunicare con tutti e tutti possono comunicare guardando i quadri.

Questo è il contatto diretto universale del paesaggismo: ascoltare l’ in-canto in questo caso quasi sempre sereno e a volte gioioso delle poesie dei colori di soggetti veri all’aria aperta.

Tavole che appaiono tranquille quasi soddisfatte di essere qui ed ora come scaturite da una specie di spirito del “fanciullino” pascoliano facendosi invadere da piacevoli “viste” sempre riconoscibili e talvolta addirittura conosciute.

L’animo sembra mosso da una tenera dolcezza del consueto, che può recepire anche immediati colori accesi che comunicano vitalità ed entusiasmo, ma il fluire dolce del disegnato delle cose “nostre” fa confluire tante fresche emozioni in un risultato complessivo che è una sorta di malinconia felice.

Saranno le velature, sarà l’alternarsi di toni caldi e freddi, dei chiari con gli scuri, ma l’immersione in tante vedute non ci lascia un’impressione univoca del modo di vedere, ma un indizio che la ricerca continua.

A mio avviso quindi non si può parlare d’approdo, ma di un percorso ancora aperto che,

 vista la semplicità del linguaggio, potrà sembrare facile  da seguire.

Ma attenti, spesso nelle cose più immediate si nascondono gli elementi più complessi: Il viaggio (come per tutti) è ancora in corso….

 

Mirta Bertoncini

Lando Santoni

 

 

 

  

 

  

 

 

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