Trek "Scelta" |
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1) Il Cammino come CAMMINARE (modo) Fine a se stesso 3) Il Cammino come ALTROVE-Ritrovarsi (andata-permanenza-ritorno) Appartarsi 4) Il Cammino come META -Conquista (andata-ritorno) Potere 5) Il Cammino come TRATTO-Tappa (Percorso) Programma 6) Il Cammino come LABIRINTO (Vagare Perdersi) 7) Il Cammino come ABBANDONO-arsi (Rimozione - Estraneazione) 8) Il cammino come VIATICO Estinzione (senza ritorno) : Da Antonio Caminati sul "Cammino" da Pamplona a Santiago Sul Trek da Roberto Mosi una storia:"Anello del Rinascimento" 2) Il Cammino come SCELTA-Cambiamento (solo andata) Ricerca. - La nostra esistenza è tutta fra lo stare e l'andare. - Dotti e studiosi viaggianti furono protetti dal Barbarossa in poi che istituì l 'Habita"coloro che si esiliano per amore del sapere, coloro che preferiscono consumarsi nella povertà piuttosto che godere di ricchezze, coloroche espongono la propria vita ...(Eric J Leed) - Quanto più i pellegrini si allontanano dal loro mondo quotidiano, tanto più si avvicinano al regno divino. Si potrebbe ricordare che la parola giapponese "camminata" è la stessa usata con riferimento alla pratica buddista; dunque anche il fedele è anche colui che cammina, che non dimora in alcun luogo, che abita il vuoto.(Allan G. Grapard) -Farsi dignitosamente carico del proprio cammino percorribile attendendo intensamente ad una esperienza che è di per sè unica - Rendendo(la) via contemplativa, esercizio, fatica, esaltazione mistica; e, ancora, persino un'ascetica della stanchezza. Per sfibrarsi e sentirsi mondati o almeno più leggeri alla fine della strada, offrendosi definitivamente a Dio. (Duccio Demetrio) - I liminali vengono spogliati del loro status e della loro autorità, treasferiti da una struttura sociale mantenuta e sanciata dal potere e dalla forza ed uguagliati in un stato sociale omogeneo attraverso la disciplina e l'ordine. Tuttavia, la la loro impotenza secolare può essere compensata da un potere sacro: il pellegrino sospeso fra la propria identità passata, e quella futura e perciò al di fuori dell'ordine prestabilito, in una condizione di potenzialità. (V. Turner) - Il pellegrinaggio consiste in tre fasi: la prima consiste nella separazione spaziale dal normale posto di residenza e dai legami sociali convenzionali; la seconda è costituita da uno stadio di liminalità, dove l'individuo si trova in una antistruttura...fuori dal tempo e dallo spazio: I legami sociali convenzionali sono sospesi, si sperimenta una intensa vincolante comunitas e un' esperienza diretta del sacro o del svrannaturale; la terza fase consiste nella reintegrazione, quando l'individuo ritorna nel gruppo sociale di provenienza. Acquisendo di solito uno status sociale più elevato.(V. Turner) - I pellegrini non dovevano portare armi e dovevano viaggiare scalzi, con la semplice veste lunga e sciolta di stoffa grossolana, il cappello a tesa larga e la bisaccia...venivano incoraggiati a digiunare, a non consumare carne e a non rimanere mai per due notti nella sdtessa località. Il pellegrino doveva evitare gli utensili di ferro, trascurare la cura dei capelli e delle unghie, ed evitare anche bagni caldi e letti soffici. Oltre ad essere uno stato santo, la povertà del pellegrino era anche una protezione contro la soldataglia "feroce ed arrogante" che infestava le strade, perchè egli non poteva essere una preda redditizia per le bande ed i predoni. (Eric J. Leed) -Nella mentalità mediovale il corpo era considerato "abominevole rivestimento dell'anima" nonchè uno ostacolo per la salvezza ottenibile solo tramite la mortificazione e l'annullamento dei bisogni materiali, bisogni che allontanano dalla divinità l'essere umano (Stefano Corbetta). - Occorre distinguere Cenobiti, gli anacoreti o eremiti, i sarabaiti insomma i monachi peregrini (monaci itineranti) che passavano la loro vita spostandosi da un luogo all'altro. La loro forma di vita era il cammino. La strada. Non volevano stabilirsi in un luogo, in base alla concezione di fede secondo cui noi non abbiamo alcuna fissa dimora sulla terra...con il loro peregrinare volevano evitare il pericolo di legarsi a cose visibili ed adagiarsi stabilmente in esse...(teologo Grun) La regola francescana in parte si ispira all'eremitaggio nomade. - (Per i nobili sette-ottocenteschi) Passeggiare entro i confini benigni e dispendiosi del giardino voleva dire accomunare il camminare, la natura, le classi abbienti, e l'ordine stabilito garante di quell'agiatezza. Ma camminare nel mondo era connettere il camminare con una natura che era invece in linea con i poveri e con un qualsivoglia radicalismo che avrebbe difeso i loro diritti e i loro interessi. (R.Solnit) - Wordsworth nel 1790 dall'Inghilterra raggiunse le Alpi cominciando con questo suo atto di "disobbedienza" la carriera di poeta.(K. Johnston). A differenza del "Gran Tour" che era stato un modulo tipico dell'educazione dei nobili inglesi: di solito si svolgeva in carrozza ed aveva lo scopo d'incontrare persone del proprio stesso ceto e di visitare monumenti ed opere d'arte, fu un rivolgimento radicale di priorità, di un distacco dall'arte e dall'aristocrazia in favore di un avvicinamento alla natura ed alla democrazia. Camminare aveva i suoi aspetti contro e ribelli - sconfinare, andare oltre i limiti, cavarsela - ma questo itinerario fu al tempo stesso ricerca di una identità alternativa e avventura. - "Lo stupore, che è il punto di partenza del pensare, non è ne sconcerto nè sorpresa, nè perplessità: è uno stupore che ammira." (Hannah Arendt) - La via più facile per giungere a se stessi gira intorno al mondo. (Hermann Keyserling) - Quando ci concediamo ai luoghi, essi ci restituiscono a noi stessi, e, più arriviamo a conoscerli, puù vi seminiamo l'invisibile messe delle memorie e delle associazioni chè saranno lì ad aspettarci quando vi ritorneremo, mentre luoghi nuovi ci offriranno pensieri nuovi e nuove opportunità (Rebecca Solnit) -La gente del deserto è più prossima alla bontà dei popoli nomadi, perchè è più vicina allo stato originario ed è più lontana da tutte le abitudini cattive che hanno infettato il cuore dei popoli stanziali (Bruce Chatwin) - La necessità di trasformazione e purificazione caratteristica del rituale religioso dello stanziale, avviene, nei nomadi, grazie alla mobilità che rappresenta "un'esperienza di trasformazione continua".(Eric J. Leed)
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