Una Cronaca di questi luoghi "marginali"
rispetto a Firenze non può prescindere dalle loro caratteristiche
di "rifugio" e "transito" da e per Firenze.
Eletti a luoghi di "villeggiatura", cura
di spazi privati, di "non lavoro" sono stati permeati da
"vizi" e "evasioni" connessi alla loro naturalità.
Sino all' VIII secolo ( Vaglia sotto i Vescovi Fiorentini)
Transitano Pagani e Cristiani
Le genti del territorio delle selve procedono ad una pacifica resa
(conversione) all'avanzante organizzazione delle Pievi. I Convertiti,
abbandonate le selve, le tramandano in una tradizione fantastica di
"luoghi" pagani, ma più naturali, INVIDIAndone la libertà.
Sino al 1233 (Montesenario: Eremiti da
Firenze)
Transitano Vescovi e Feudatari
Fra castellari, leggende e lotte il mondo cortese si difende
dall' IRA dilagante nei "luoghi" di natura protetti quali "verziere di delizie".
Sino al 1415 (Firenze inserisce Vaglia nella Lega di
Tagliaferro)
Transitano Fiorentini e
Fuoriusciti
Gli uomini della Repubblica fiorentina che lavorano, producono e
commerciano eleggono a "luoghi" di ritiro ed approvvigionamento per le
loro necessità di GOLA caccia e banchetti.
Sino al 1569 (Medici a Pratolino)
Transitano Pellegrini e
Soldataglie
I Signori che dai Castelli dominano con SUPERBIA i "lughi"
agresti subendone il fascino di amenità, sicurezza e lusso cortese.
Sino al 1750 (Francesco II ristruttura la Via
Bolognese)
Transitano Aristocratici e
Servitori
Questi "luoghi" assorbono anche vita pubblica e la villeggiatura nel segno di un
cerimoniale cortigiano permeato di LUSSURIA fa sì che i gaudenti
coniughino piacere e privilegio.
Sino al 1892 (Vaglia: Apre la ferrovia
Faentina)
Transitano Commercianti e
Fuorilegge.
L' operosità borghese ha bisogno di un ripiegamento interiore
consolidando l'accumulazione materiale in città e personale in questi
"luoghi" con l' AVARIZIA del
"privato" e dei sentimenti.
Sino ad oggi
(2005)
Transitano Villeggianti e
Pendolari.
In questi
"luoghi" (paesi delle colline) si celebra l' ACCIDIA del ceto medio
come distrazione dalle
"occupazioni cittadine" mantenendo però con queste continuità e
consuetudine.