Giovanni della Bande Nere a Bivigliano |
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Giovanni delle Bande Nere transita da Bivigliano (Dicembre 1521) Giovanni sceglieva il passaggio appartato da Bivigliano per raggiungere al castello del Trebbio la cara moglie Maria Salviati (Vedi Maria Salviati a Bivigliano). La scelta oltre a motivi di sicurezza era affettiva, perchè oltre la linea Badia del Buonsollazzo, Pietramensola, prima della Mangona, si staglia di fronte improvvisamente, lontano e vicino, il castello del Trebbio in pieno panorama ancora a più di un'ora di cammino. Usciti dal bosco, oltre la campagna della vallata della Carza, in cima al colle che guarda tutto il Mugello ecco il Trebbio. Qui cambia tutto rispetto a Fiesole, a Firenze, a Roma, ai campi di battaglia. Dallo strepitio delle armi al silenzio delle messi, e della natura sormontata dal Castello del Trebbio. Il vortice della vita che si è fino allora avvitato si disperde e si acquieta. Sempre! Fin da quella prima volta che dovette venirci per rifugiarvisi, per sfuggire al giudizio per aver ucciso un amico. Tutte le tempeste interiori ed oggettive in questi luoghi "lontani" gradualmente vengono meno, si allontanano, e le insicurezze pian piano si acquietano nell'immobilità del silenzio e della natura. Qui questo scrigno naturale ove sono appartati sua moglie e suo figlio (Vedi Cosimo I dei Medici a Bivigliano) non è più soltanto sicuro o amico, ma è anche familiare. Qui lontano da tutti i nemici avrebbe gradualmente recuperato le sue certezze e determinazioni e quindi si sarebbero presto riaccese le sue inquietudini spingendolo a nuove "venture". Questo sentiva Giovanni in questo mattino terso di tramontana dopo una notte insonne e dopo gli ultimi avvenimenti (morte dell'amico Papa) che, nonostante la riparazione di aver abbrunato tutte le bandiere delle sue bande, non riusciva a non vivere comunque come presagio prima o poi del suo destino.Si domandava a che punto del cammino era arrivato, ricercando un senso a quanto sin qui fatto e a ciò che stava facendo, in un intrigo di ricordi, di memorie, di fatti e eventi. Cominciava a sentire la necessità di ripensarsi, cosciente che ormai la sorte gli aveva attribuito dei compiti, ma quel fresco mattino e quei luoghi ridettero immediatamente vigore alla voglia della vita e sferzò il cavallo verso il castello per abbracciare di nuovo ancora Maria e Cosimo e poi di nuovo.... Dalle Cronache del possibile de il "Rozzo" a Bivigliano |
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