Dianora da Toledo a Bivigliano |
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Dianora da Toledo transita da Bivigliano (fine Giugno -primi Luglio 1576) La giovane e bellissima (la più bella in Firenze assieme all'amica spensierata Isabella) durante la sosta nel trasferimento al Castello di Cafaggiolo sentì inaspettatamente il bisogno d'inginocchiarsi in San Romolo. Capì che l'ordine del trasferimento impostogli dal marito Don Pietro dei Medici (Vedi Don Pietro dei Medici a Bivigliano) era di nuovo una svolta nella sua breve vita, così come fino ad allora ogni cambio di amante aveva per lei avuto il significato di un nuovo inizio, una nuova esperienza che avrebbe arricchito in suo tesoro comune e condiviso solo con la sua amica Isabella. Ora dopo l'uccisione dell'Antinori e dopo che suo marito e Firenze avevano scoperto la loro relazione avvertiva che la svolta poteva essere assoluta, ma nella concitazione delgli eventi, nell'ordine improvviso del marito di partire per Cafaggiolo dove l'avrebbe raggiunta, non aveva ancora riflettuto. Poteva forse ancora evitare quell'incontro chiarificatore partendo subito col suo drappello di fedeli verso la Spagna come l'aveva consigliata Isabella. Inginocchiatasi alzò gli occhi e vide subito nella Madonna robbiana dell'altare un inconsueto giglio di Firenze che ben sapeva perchè qui fiammeggiava effigiato. I contadini di quelle terre esasperati dalle imposizioni di Firenze e dei Medici si erano ribellati, ma il pugno di ferro della potenza li aveva schiacciati e a perenne monito nell'unico punto di ritrovo della comunità aveva marchiato con il giglio il simbolo della loro ineluttabile sottomissione. Un fremito e un rilassamento la pervase nel presentimento dell'impossibilità di fronteggiare un confronto con un Medici nelle sue terre. Ma fu solo un momento, la giovane donna che non era mai fuggita di fronte agli amori ed alla esperienze che la vita gli aveva offerto, pur non sapendo sempre dove l'avrebbero portata, ora non sarebbe fuggita di fronte a questa prova. Avanti verso l'incognito perchè solo affrontando il rischio si compie la vita, ma anche si fa la storia. Una Toledo affronta comunque il suo destino e se questo sarà un compimento suggellerà il suo amore di libertà. Quel giglio dice sì che Firenze perennemente dominerà, ma dice anche per sempre che il contado si è ribellato all'ingiustizia. Così Dianora sentì la forza propria di chi accetta il tempo dell'inevitabile per il bene sin qui goduto. Sempre la felicità raggiunta era stata in pericolo e sempre era stata cosciente che per viverla occorreva affrontare una superficie infida senza smettere di avere il coraggio di andare avanti. Si alzò immediatamente senza pregare, chiamò i suoi e ripartì per Cafaggiolo.... Dalle Cronache del possibile de il "Rozzo" a Bivigliano. |
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